Ricette senesi: la zuppa lombarda

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Nelle serate d’inverno, quando la temperatura è molto bassa, niente di meglio per riscaldare lo stomaco di una fumante e saporita zuppa lombarda.  Il motivo per cui si chiami zuppa lombarda non è noto visto che in Lombardia è del tutto sconosciuta. Questa zuppa fa parte del patrimonio gastronomico senese anche se non ha più la notorietà di qualche decennio addietro ed è un vero peccato perché è un piatto sostanzioso e sano, povero di grassi e ricco di sapori unici. Iniziamo con il mettere a bagno 500 gr. di fagioli cannellini o, meglio, di fagioli zolfini del Pratomagno, un fagiolo dalle qualità incredibili che molto bene si presta per preparare questa zuppa lombarda. La tradizione vorrebbe che per lessare i fagioli si usasse l’acqua del pozzo o quella piovana, ma adattandoci all’attualità possiamo usare l’acqua del rubinetto, anche se in realtà non è la stessa cosa. Dopo una notte in ammollo li lessiamo in acqua salata e aromatizzata con salvia, un paio di spicchi d’aglio in camicia, qualche chicco di pepe nero intero.

Contemporaneamente crogiamo (abbrustoliamo) leggermente delle fette di pane toscano raffermo che andremo a disporre nelle scodelle. Versiamo nella scodella un paio di romaioli di fagioli e loro brodo di cottura, aggiungiamo un filo di olio evo, una passata di pepe nero macinato e gustiamo questo semplice piatto ricco di sapore.

Ingredienti

500 gr. di fagioli cannellini toscani o fagioli zolfini del Pratomagno

pane toscano raffermo in fette

una ciocca di salvia

6-8 chicchi di pepe nero

2-3 spicchi di aglio rosso

olio extravergine d’oliva Terre di Siena

sale e pepe q.b.

7 comments on “Ricette senesi: la zuppa lombardaAdd yours →

  1. “Il motivo per cui si chiami zuppa lombarda è del tutto sconosciuto visto che in Lombardia è del tutto sconosciuta.” … in realtà, basta riflettere sul fatto che “lombardo”, in Toscana, è tuttora un termine in uso per indicare qualcosa di diverso da “proveniente dalla Lombardia”. Abitanti di certi luoghi, lavoratori stagionali, anche nobiltà rurale: in definitiva “gruppi socialil” particolari. E il tutto risale alle immigrazioni Longobarde dell’Alto Medioevo.

  2. La spiegazione condivisibile data da Giuseppe scioglie una domanda che mi ponevo.

    Questa ricetta è praticamente identica alla ” ciauredda” lucana. Cambiano solo i fagioli, in basilicata vengono, o meglio venivano usati, i verdolini altrettanto squisiti.

    Le montagne lucane hanno conosciuto il passaggio e la dominazione dei longobardi.
    Tanto che alla cima del mio paese natio è rimasta una rocca fortificata del 1050.

    E’ affascinate come il cibo sappia raccontare la storia.

  3. In effetti (la prima volta ero stato poco chiaro) in Toscana la “zuppa lombarda” è una zuppa, veloce economica e nutriente, che un tempo di faceva (appunto) per i lavoratori stagionali.

  4. la Lombardia c’entra come ” il cavolo a merenda ” ( come si dice dalle nostre parti ) con la zuppa lombarda. E’ una semplice minestra fatta con fette di pane bagnate con l’acqua dove sono stati cotti i fagioli, condita con olio, sale, pepe e una romaiolata di fagioli lessi. I pistoiesi che andavano in Maremma per lavorare ( carbonai, tagliatori, scorzini…)li chiamavano ” lombardi” perchè arrivavano dal nord della Toscana.

    1. Buonasera e grazie per l’attenzione.
      Concordo che la Lombardia, come ho scritto, c’entra come il cavolo a merenda, l’ho specificato chiaramente nel testo.
      Questa è un antica ricetta che a Siena si chiama Zuppa Lombarda e ancora non sono riuscito a scoprire il perché venga usata tale denominazione.
      La ringrazio per la sua segnalazione. A presto
      Nicola Natili

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