Ricette senesi – Budinone senese o antica torta di riso

 

Il budinone senese è un dolce della tradizione senese che veniva preparato in tante occasioni, attualmente un po’ messo da parte, ma degno di essere riproposto per il grande gusto e la genuinità degli ingredienti che andremo ad utilizzare. La sua ricetta fa parte della memoria popolare della città di Siena.

Il budinone senese, allegra merenda per tutti i bambini, veniva considerato alimento leva fame o riempi stomaco, perché permetteva di arrivare a tavola senza avere i morsi della fama, considerando che spesso la cena tradizionale prevedeva l’acqua cotta, la minestra in brodo vegetale o la zuppa. È anche un gustosissimo dessert che va accompagnato da un buon vin santo, secco dal retrogusto dolce, oggi di difficile reperibilità.

Facciamo bollire mezzo chilo di riso originario in un litro e mezzo di latte intero in cui avremo aggiunto la buccia grattugiata di un limone e lo zucchero semolato. Lasciamo cuocere fino a quando il latte si sarà completamente ritirato e il riso avrà superato il punto di cottura senza, però, spappolarsi. Lasciamo raffreddare il tutto e aggiungiamo nell’ordine i canditi tagliati a dadini, l’uvetta fatta rinvenire in un po’ di Vin Santo caldo, il burro lasciato sciogliere lentamente in un pentolino, quattro uova intere e il Vin Santo utilizzato per far rinvenire l’uvetta. Mescoliamo il tutto aiutandoci con un cucchiaio di legno e versiamo l’impasto in una teglia cercando di rendere regolare al massimo la superficie. A questo punto passiamo un’abbondante spolverata di cioccolato grattugiato.

Mettiamo la teglia in forno preriscaldato a 160°C, lasciando cuocere per circa venti minuti e seguendo costantemente la cottura in modo che la superficie non bruci. Possiamo utilizzare un foglio di carta da forno che depositeremo sulla superficie. La cottura in forno è il momento più delicato, ma è sufficiente seguire le indicazioni per ottenere un ottimo Budinone senese. A cottura ultimata spolveriamo con zucchero vanigliato. Una volta freddato è pronto per essere servito.

INGREDIENTI

1,5 lt di latte intero

500 gr di riso originario

200 gr di zucchero

1 limone

150 gr di candito di cedro e arancio

50 gr di uvetta

50 gr di burro

4 uova

vin santo

50 gr di cioccolato fondente

50 gr di zucchero vanigliato

17 comments on “Ricette senesi – Budinone senese o antica torta di risoAdd yours →

  1. Il Budinone, che spettacolo! Lo faceva sempre mia nonna Franca quando io e mio fratello andavamo a fare i compiti da lei. E’ un dolce buonissimo e per me carico di ricordi. L’ho fatto per Pasquetta e ha fatto il fumo.

    1. Ciao Giuliana, grazie per l’attenzione. Ci sono tante merende dimenticate, preparazioni genuine ormai sostituite da quei “troiai” che chiamano merendine. Un saluto

  2. Ciao nic , scrivo su questa ricetta x che’ mi ricorda la mia nonna ….. Complimenti per il sito ma si ingrassa solo a leggero .
    Serena mocenni

    1. Ciao Sere, grazie per la visita, mi ha fatto molto piacere. In effetti questa ricetta ricorda i nonni ed è un peccato che ormai la conoscono in pochi. Un abbraccio

  3. Gentile Sig Nicola, volevo fare il budinone senese e, se possibile, potrebbe indicarmi, per la quantità indicata nella sua ricetta, il tipo di teglia da usare? Una grande quanto il forno elettrico (classico forno sotto i fuochi) o una tonda classica per torte? Non sono molto esperta in cucina…..Grazie per la risposta e complimenti per le interessanti ricette! Saluti

    1. Ciao e grazie per l’attenzione. In casa abbiamo sempre usato una teglia rettangolare di circa 31×22 cm e devo dire che il risultato è sempre stato ottimo, l’importante è che l’altezza del budinone sia tra 1,5 e 2,5 cm. Grazie ancora

  4. Grazie per la sollecita risposta. Leggere le sue ricette è un piacevole ritorno al passato! Le vorrei chiedere una cortesia: nel mio orto ogni anno ricresce il drangoncello, pianta che nelle nostre campagne nasce spontanea nei fossi. La comprai tanti anni fa per fare una ricetta datami da una persona del “Drago” dove viene usato per fare la pastasciutta al dragoncello. Ho perso la ricetta e sinceramente anche su internet non ho trovato indicazioni per utilizzare questo ortaggio (alcuni anni fa alcuni ristoranti di Siena e provincia aderirono ad una iniziativa gastronomica locale e nei vari menù c’erano dei piatti con il dragoncello, ma non erano state pubblicate le ricette! ) Lei sicuramente, essendo a Siena, avrà la possibilità di aiutarmi nella mia ricerca. La ringrazio anticipatamente per l’attenzione e le invio i miei più cordiali saluti.

  5. Mi scusi per aver pensato che non conoscesse il dragoncello, ho poi cercato e visto che lo indica per le acciughe sotto pesto e per gli ossibuchi. Grazie e buona giornata.

    1. Mi scusi lei per non aver risposto prima alla sua graditissima mail, ma sono stato impegnato e non ho avuto un attimo di tempo. Oltre che nelle ricette da lei segnalate, ci sono i favolosi crostini al dragoncello, un principio di tavola sempre presente sulle tavole senesi fino a pochi anni fa. Tritare il dragoncello e mescolarlo con una maionese fatta li per li – non di quelle comprate! – spalmando il tutto su dei piccoli crostini di pane. Eccezionali! Buona giornata e grazie per la cortese attenzione.
      Nicola Natili – food blogger

  6. Proverò a fare i crostini con il dragoncello ed anche il risotto con il buristo! La ringrazio tanto per la risposta! Continuerò a seguirla con interesse! Liliana

    1. La ringrazio per l’attenzione che dedica al mio lavoro.
      Le porgo i miei più sinceri auguri per le imminenti festività.
      Cordialmente
      Nicola Natili – food blogger

  7. Buongiorno. Ho il ricordo di quando, bambina, mia nonna mi cucinava una “trippa alla senese”, in umido ma senza pomodoro e con del dragoncello.
    Non sono riuscita a trovare la ricetta, anche se qua e là ne trovo menzione in vari siti.
    Saprebbe darmi la ricetta?
    La ringrazio e le auguro un felice 2014, Edina Regoli

    1. Chiedo scusa per il ritardo di questa mia risposta. Quello che ricordi è un modo tutto senese, ormai dimenticato, di cucinare la trippa. Tra qualche giorno inserirò la ricetta che mi ha passato, tanti anni fa, un’ospite della Casa di Riposo Campansi. Grazie mille per la tua attenzione e scusa ancora il ritardo.

  8. Ciao Nicola, non c’è niente da dire se passi ” dalle mie parti ” devi avvertirmi !!! L’ invito è valido per tutti !!! Non sapete dove venire? A’ Bordeaux !!!

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